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Flavia e la luna
Le due grosse lacrime si sono lentamente asciugate.
Il dolore era stato cocente. Qualcuno, con un movimento maldestro, aveva rovinato i bellissimi cristalli che, durante la notte, si erano formati sui finestrini della nostra macchina. Una tappezeria fatata che giocava con i raggi del sole. Flavia aveva percepito la magia e la fragilità di quell’incanto e ne era stata colpita profondamente.
Flavia ha tre anni e mezzo, quasi quattro e un carattere solare. Basta poco perché il sorriso torni a illuminarle il viso.
Quella luna così grande, luminosa e fuori orario le pone delle domande interessanti.
Le lacrime diventano solo un ricordo.
“Cosa fai, o luna, in cielo a quest’ora? Non vedi che c’è già il sole? Perché non vai a dormire?”. Chiede Flavia, a voce alta, ridendo.
Flavia parla spesso con la luna, ma non dice mai che cosa lei le risponda.
Improvvisamente il sorriso di Flavia sfuma e il viso le si fa dubbioso. Forse non è a causa di un banale errore,il fatto che la luna sia ancora alta in cielo. Si fa strada l’ipotesi che vi siauna valida ragione.
Alla fine ecco la risposta:
“La luna non va a dormire perché, anche lei, vuole divertirsi a sciare!”.
Qualche ora prima, il nostro angioletto biondo si era affidato alla maestra di sci Petra e, con fiducia, era salita sulla cabinovia.
Il tempo della lezione passa velocemente e mi riconsegna una piccola ed esperta sciatrice, che scende a valle con sicurezza e spavalderia.
Nel momento in cui la vedo scendere, volteggiando lungo la pista rossa, divento uno dei tanti papà che aspettano, orgogliosi, i figli alla fine di una discesa, prodighi di elogi e di assistenza tecnica:
“Ecco la nostra campionessa! Ecco la cioccolata calda! Pronti i moon boot!”.
Il resoconto dettagliato della recente impresa viene raccontato più e più volte alla mamma, che aveva approfittato della momentanea libertà per recarsi dal parrucchiere e ora rimpiange di non aver asistito alla performance.
Nel nostro ruolo di mamma e papà restiamo allibiti. Pensavamo di essere preparati ad accompagnare la crescita della nostra bambina, ma un cambiamento così improvviso ci lascia disorientati.
Flavia, fisicamente provata, ascolta, sfinita, il racconto della sua impresa, succhiando di gusto il pollice. Quando smetto di parlare,ogni volta sussurra, con un filo di voce:
“Ancora!”.
Ormai le palpebre le si stanno chiudendo per la stanchezza, ma, prima di cedere al sonno, la bambina dagli occhi verdi estrae una delle sue frasi magiche:
“Grazie mamma, grazie papà, siete dei bravi genitori!”.
Anche la luna conferma e sorride felice.
E’ stata una grande giornata.